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F. 01
SCONFITTE "Semina vittorie ed avrai la storia Affrontare conversazioni di latta Dal giorno alla notte cambiano i riferimenti si scambiano i cani coi gatti si scambiano le case con le strade Dal giorno alla notte cambiano le persone si scambiano gli uomini coi poeti si scambiano le donne con i poeti Dal giorno alla notte cambiano gli istinti e cambio anch'io Dal giorno alla notte cambiano le occasioni e io - resto uguale. J.D.M. Stai leggendo una poesia nella poesia. Non è per te che è stata scritta ma se avessi la forza di farti rapire saresti strafatto, immacolato, nella cornice tra il testo e il forse. Giudizi Semina vittorie e raccoglierai la storia. Semina sconfitte ed avrai letteratura. Lo scrittore è uno sconfitto o la storia non è un buon punto di vista? Disprezzi la ragione A C.B. (e non mi riferisco a Bukowski),
Le pagine di un vecchio libro hanno sempre un dono. Nel peggiore dei casi è un fiore. Bisognerebbe sapere cosa farsene di un fiore. Mi perdo a cercare parole che dimostrino la mia esistenza. E' destino dell'estinto far parlare di sé. Elettrocuzione Ho scritto troppo e non ho detto nulla. Ma ho lasciato un po' di me sul foglio e ho il braccio ancora intorpidito per la tensione sopportata. Ho perso qualcosa di mio ma io, di me, sono sorgente infinita. AUREA MEDIOCRITAS Cosa ti aspettavi dai figli dell'ermetismo? Da figli bastardi dei futuristi, in odore di postmoderno? Cosa ti aspettavi da noi? Non so proprio darti musica, fiori e campagne. Perché hai chiamato, se sapevi? Potrei vendere un po' di disprezzo. Ma ho promesso che non ci avrei lucrato. Potremmo far fortuna sui doni della sorte? No, non credo che lo faremmo. La frustrazione oggi
Filastrocche di giorno Posso avanzare col passo infastidito della pioggia, POESIE SPARSE Marzo, del dieci Sotto la pergola nei campi un sorriso sudaticcio d'ombra il pozzo, l'amaca il calore che sale tutto intorno è estate che non fa respirare ma è solo un lampo, nella fredda brezza stagionale. Scostatemi il microfono: Non vorrei imbrattarmi di greco Una lettera in un alfabeto di poeti: da grande farò il pompiere appassionato di poesia. Mi hai trovato nonostante tu abbia altro a cui pensare. Non è stato poi difficile ma c'è voluto un po' d'impegno. Adesso dimmi: sono stato bravo o avevi semplicemente bisogno di me? Ho trovato ristoro nei capelli a spazzola dei soldati, nei colletti bianchi dei preti, nei nèi posticci dei cicisbei a caccia di sghei, nei frivoli giochi sulle belle parole della mia lingua. Giocare ad essere qualcun altro è rilassante, mi rigenera. Si è fatto tardi: è ora che torni sulla mia strada. Se non mi sento a casa attorno a questo tavolo forse non mi ci sentirò mai. E' bello pensare che nessuno porterà via la mia sedia. Tuttavia prima o poi si stancheranno di cenare con un fantasma. Svanire lentamente mi fa desiderare che queste righe siano lette in fretta. Scendo assieme agli eremiti. Non ho intenzione di incubare l'ora per vedermi morire in mano la creatura. La convinzione con cui compi l'Atto crea il momento giusto. Posso riassumere anni di esposizione sul Taigeto in una notte come tante. Posso comprimere il tempo fino a due dimensioni. Fino a due lancette. Fino a non avere quadrante. Fino a renderlo indistinto, indecifrabile. Posso comprimere il tempo tanto da renderlo solo una questione di spazio e intensità. Raggiante origine di ogni cosa che si pone al di là primo verso di ogni poesia libertà distesa su un palmo, scintilla del mondo, soffio d'universo. Cosa sei? Puoi prendere queste lettere e schizzarle gioiosamente sul viso o suggerle per placare la sete. Puoi prendere queste parole per scoprire sull'acqua la perfezione del cerchio o per scagliarle con rabbia contro i mostri. Puoi prendere queste frasi, per intrecciarle e farne delle funi per sorreggerti e issarti oltre il muro o per evadere dalla torre stavolta incurante del basso che chiama. Puoi prendere questo testo e farne ciò che vuoi. Esso è il mio dono per te. Sono i miei anni quelli in cui ognuno si ritaglia senza fatica una dimensione personale attento che essa però sia universalmente condivisa. Al pari, sono anni di resistenza vellutata, soffice, come sanno fare i figli dei figli dei maestri, miei coetanei, conterranei, consanguinei. Sono anni strani, anni in cui l'io è subordinato al voi o al loro, se parli con me. In questi miei anni strani ad ogni azione patisce e pretende un'azione uguale e contraria. Solo in questi anni l'attività ha per attributo la leggerezza dove contano gli aggettivi ed è il pesante nel campo dei nomi. Ma il fascino vero, terribile come il vero, sta nell'avere per guida un futuro lontano, oltre la vista. Un futuro che non è compimento del presente. Un futuro che non ha legami col presente. Un futuro che sta semplicemente al di là di un vallo che non esclude tanto il guardo quanto- A G.S. Sopraffatto, Per ogni volta che Quando il resto è resto, Oggi sono solo. E non potete farci niente. Ho distillato per ore volatili flussi di coscienza e residui grumi di certezza. Questa sintesi non mi convince. Ho percosso bene le onde mutandone la forma. Che non scivolino via così, come un passatempo. Le curve piacciono ma sono innocue. Le linee dritte invece fanno male ma formano incastri. Incastri, labirinti, un po' come questo. Sei arrivato fin qui e a me già basta. Trova da solo l'uscita. Siete solo i personaggi che inonderanno le mie memorie. Nomi iscritti in fogli da polvere senza scampo. Oppure, lettore, per trovar spada ai poeti non potresti -novità- impugnar la penna? Nella notte dei cerchi indistinti un baluginare scaltro s'insinua rutilante scettro alla corte dei miracoli. Smetterò di fare il poeta nervoso e finalmente sarò poeta fallito. Senza un'idea su tutto senza poter criticare tutto per diletto e per convincermi. Ricorderò la tensione al grande che sempre tale sarà rimasta e saprò farmi bastare le piccole gioie e il saper citare colto magari in latino. Riderò del mio diletto per i tempi tronchi e gli accenti sull'ultima, per aver preferito sempre il semplice al remoto. E per aver spostato il discorso paventando i miei eccessi di precorritrice nostalgia. In fiamme Dopo l'età del grande buio non vedo luminose uscite solo pochi lampi intermittenti come lucciole d'inverno si alzeranno per muovermi dissenso. Di tutti gli incroci questo è il più sgradevole: segnaletica e semafori genetica e mutazioni. Alla faccia dell'ibridismo se questa è arte. Certe cose una vita non le può spiegare. Mani pesanti e una cauzione da pagare. Tuo figlio tra le braccia di un figlio di puttana e non poter uccidere per questo né ripudiare veramente la troia della tua vita. In giacca, al processo, china il capo con vergogna la giuria. Mi consegni il giorno con le mani ma è il dono più spaventoso che puoi farmi, con tanta naturalezza, portarmi a domani. (Ho sonno) Invadere lo spazio il mio spazio così, senza imbarazzo, da barbari e non scusarsi con il mio disappunto ignobile. Benvenuto nel domani, me stesso di ieri. Sembra ieri che ancora ero te. La data sul giornale è diversa. Mente il giornale se la data è diversa. Guardati dalle parole uomo del mio tempo guardati dalle immagini e guardati dalle parole usate come immagini. Decadenza #1 Al di là delle vetrate in frantumi, delle porte divelte, del legno marcio, un vecchio gatto nero si appresta a morire con il contegno della solitudine. Raggomitolato in disparte, nel silenzio, spira sotto una crociera di archi e guglie. Questa morte ha in sé lo splendore tetro della decenza. Giro le lancette all'orologio. Tutto è fermo. L'aria è libera dal concetto di gravità. Immobile riposa il verbo. E ancora rifletto sul mio talento di dimenticare il fondamentale. Non ogni notte ha il finale che meriteresti. Sono colpevoli omissioni poche parole intrise di poesia. Guardare dentro è vertigine. Tutto è fermo tutto si muove. Tutto è fermo tutto ruota e qualcuno ti chiama. Guardare dentro è vertigine. Questo torpore è una campana di vetro. Fuori tutti fanno rumore li vedi ma non li senti. Se chiudi gli occhi ...e sùbito gli altri sono ...e sùbito quello che hai lasciato fuori Il retroscena del sogno è un paradosso evidente. Non poter controllare ricordi e fantasia lo ritengo un insulto. Ma per chi ci hanno preso? Tacere del fondamentale e dell'ineluttabile. Tanto valeva spogliarci anche del senso se tale è o dovrebbe essere. Qualsiasi donna può spezzarti il cuore. Io vivo bene la mia eccezione, sono troppo io perché possa capitare a me e questo è il mio scongiuro letterario. Si deve necessariamente essere dionisiaci a vent'anni. Si deve necessariamente sembrare apollinei a trent'anni. Si deve necessariamente capire il senso di queste due categorie almeno a quaranta. IT Galleggiano, galleggiano tutti! La merda galleggia, fratello. Guarda l'antica nave arenata sulle sabbie immobili di un tempo che eppure scorre. Osserva le ferite della chiglia, passaci sopra le dita incredule. Ricambia lo sguardo triste della polena e il suo sorriso di tempi passati, quando, seduta sul piano, incantava le folle. Placa le vele sfilacciate, una volta sferze del cielo e ora pendagli dimenticati. Carezza il timone spezzato da sventata manovra, dagli il rispetto degli anziani per l'ardua impresa di governare un vascello di morti. Cosa ne sa, lei, dell'angoscia allo specchio? (Dramma di un'aesthetica antica) Ogni giorno un volto sempre uguale su cui contare i giorni. E la disattesa speranza di trovarlo diverso. Diverso, non necessariamente migliore Osservo il silenzio come un dogma La religione di chi ha la vita per ricerca |