D. 01






All'amato Me stesso




DE POETAE VITA (e sui doveri morali che ne conseguono)



Dovrete prenderne coscienza prima o poi:
maturare mietere, morire se possibile
soli sotto il sole
nudi voi
le vostre poesie,
le vostre poesie mettetele a marcire.


Dovrete avere il coraggio di dire “ho paura”,
di immolare il fegato a Dio
di dire ADDIO
alla terra negra
prima di voltarle le spalle.


Dovrete sottostare alle leggi del grano duro
della dolce falce che vi troncherà
la voce troppo dolce
o troppo truce
brucerà,
voi brucerete
e da voi si alzeranno fuochi nuovi
e nuovi poeti
brinderanno alla Vostra,
alla vostra vita di poeta
al mattino dopo
alle belle poesie…


Lasciatele marcire le belle poesie.
maturare mietere
morire.











caducità di foglie
e colori-pastello


come litania d'autunno
un bacio
in gola











Non è una rosa ghiacciata
non una scatola chiusa


forse una matrice
un pittogramma,
un foglio al muro
qualcosa
di estremamente puro











ALCHIMIA


Abbiamo fatto dell’Oltre il nostro punto di partenza.
Solo cerchi perfetti nell’aria,
trafitti da venti orientali
e storie già viste.


Cala il sipario:
giocolieri danzano ignudi
come sciamani
nella polvere
e clown ubriachi
alimentano i fuochi qui e lì
col candore di gesti maniacali,
e tuttintorno cani, bambini
piangono
in cerca di una mammella
di carne viva
a cui aggrapparsi.
punto.


Sento la rabbia
sotto i piedi,
il mare?











INTERNO


giro il dito nella serratura
esce sangue
entro piano.


pianto forte i denti
vomito vetri verdi
tocco tutto
trovo posizioni nuove a tutto
tutto sembra in ordine.
esco piano.
porto il cane fuori a pisciare.


le belle vertebre la notte
la linea storta del mio cazzo











i binari sono nevenera.
la mia seta la
tua sete


.Siberia.rosso.sangue











APICE


Sono un tramonto andato a male
negli angoli bui dei supermercati.
lavare ammano il collo liscio
delle bottiglie di vodka,
cogliere furtivi le notti più mature
fino a riempirci le tasche.


Ho preso nota:
i film di Pasolini
le bestemmie
sogni
versi
numeri di telefono.


come ventuno lacrime di bimba
mastico fiori di plastica











DUBLINO, 23 SETTEMBRE


I ricordi intrappolati
nella cenere molliccia
sul fondo dei boccali
vuoti.


Pieni
sentivamo le nostre parole
inefficaci
morire attonite
in-lunghi-silenzi.


Dublino, 23 settembre.
Persino il vento
si rifiuta di dipingere le nostre facce.
Cianotiche











Inseguo le cuciture, ma
non mi riconosco negli abiti che indosso
in alcuni tipi di tasca
forse, ma
mai nei limiti del tessuto.


non so se sono
colpo di pistola
o un macellaio piuttosto esperto













(confido)


Che il vento cessi
Che possa
Che queste ossa
così
tanto
attaccate
alla mia carne rossa


escano fuori.
io le aspetto.


È una parola. Un volto. Il mio aspetto?













Ci sono strade meno percorribili,
camminamenti di cera calda
di cani rabbiosi
e niente posto
per belle poesie,


scarpe col tacco













Mi piace fuggire,
lasciarmi solo.


Riprendermi


Staccarmi il capo di netto,
lasciarmi appeso
morto
di notte










LE SESSIONI BERLINESI






BELZIG (sessione d'arrivo)


la pelle, capelli cadono
sotto le mitraglie di vento del nord


lontano un boscaiolo
il respiro di un qualche animale











NELLA CASA DI LEGNO


Fruscio di porte aperte e notte
giochi di gambe,
di moquette


rifuggo i colori, i riferimenti.
avamposti minati


giro una sigaretta.
vedo fumartela, vedo
dai bordi della mia stanza da letto


la casa di legno











BELZIG (sessione di partenza)


gli sguardi strani della gente,
nella loro lingua so dire solo grazie


Non passa mai nessuno di qui


intuisco una bicicletta, dietro le spalle
una droga infinita sotto la neve











E se fossi
la Primavera del mondo


se fosse la mia ferita di guerra,
la feritoia perfetta?











Dormi.


Tanto già lo sai
che ci sveglieremo ancora domani
(dormiremo)
che non ci sveglieremo mai


lo sai?